Cigni neri e problem-and-solution approach

Nassim Taleb, autore de “Il cigno nero” afferma che in realtà innovazioni apparentemente molto semplici e sotto gli occhi di tutti sono delle vere breakthrough innovation.

Taleb porta ad esempio il trolley, una semplice aggiunta di ruote sotto una valigia, che ha cambiato la sua vita di viaggiatore.

Nel mio piccolo, mi sembra di star assistendo ad una di queste breakthrough innovation banali, che conferma la teoria di Taleb.

Sono un ciclista occasionale, da sempre appassionato alla tecnologia della bicicletta, conosco da anni i problemi connessi al cambio. Il numero di ingranaggi è elevato e comporta un peso elevato, inoltre l’efficienza della trasmissione è ridotta quando la catena non lavora in linea retta.

L’azienda “Ceramicspeed” ha recentemente presentato una nuova trasmissione (vedi illustrazione), che consente di mantenere sempre una efficienza prossima al 98%, un peso ridotto e una incredibile varietà di rapporti! Probabilmente assisteremo nei prossimi anni ad una completa rivoluzione dei cambi di biciclette, inalterati da circa mezzo secolo!

La stessa altro non è che la modernizzazione delle trasmissioni utilizzate all’inizio dello scorso secolo.

Se ora torno al mondo brevettuale e penso al problem-and-solution approach… sono un po’dubbioso… brevetti di simili innovazioni possono facilmente ricadere nei casi di ovvietà in seguito alla combinazione di un documento e le comuni conoscenze generali del tecnico del ramo, od anche alla combinazione di due documenti.

Certo abbiamo la possibilità di sostenere presso l’European Patent Office che si tratta di un bisogno a lungo sentito, che è un indicatore di inventive step… ma gli indicatori sono in genere considerati secondari rispetto alle indicazioni documentali.

Ad esempio, l’illustrazione di una bici con una normale connessione conica e un documento che spieghi che una connessione, analoga a quella qui illustrata, ha un rendimento elevato, seguendo il problem-and-solution approach renderebbe nullo un brevetto della trasmissione.

Forse l’EPO dovrebbe calarsi maggiormente nella realtà industriale e considerare di più le prove storiche e di mercato.

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